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COME MONITORARE L'INVECCHIAMENTO

Monitorare l'Invecchiamento:
Uua Pratica Clinica e Preventiva
Monitorare l'invecchiamento implica osservare in tempo reale ciò che avviene nei nostri sistemi biologici man mano che gli anni passano. Non si tratta di un esercizio teorico, ma di una pratica clinica e preventiva che consente di identificare precocemente: squilibri metabolici carenze nutrizionali alterazioni ormonali stress ossidativo segnali iniziali di malattie croniche In altre parole, è il metodo più efficace per capire se i nostri organi, tessuti e metabolismo stanno invecchiando in modo fisiologico o se si stanno avviando verso un processo degenerativo. Indicatori Chiave e Metodologie Affidabili
Questa sezione presenta gli indicatori principali da valutare, le metodologie più affidabili e come interpretarli, offrendo una guida chiara e scientificamente supportata per misurare lo stato del proprio percorso verso la “Seconda Primavera”. Comprendere questi parametri significa avere a disposizione un vero strumento per controllare il proprio destino biologico: sapere dove ci troviamo consente di decidere con precisione dove desideriamo andare.

 

Monitorare l’invecchiamento implica riconoscere i segnali e comprendere che estetica e salute sono due facce della stessa medaglia. Entrambi riflettono quanto il nostro corpo sia esposto a radicali liberi, glicazione e processi infiammatori silenziosi.

Per rallentare questo processo, è fondamentale adottare la filosofia della “Medicina del Giorno Prima”: non aspettare che il problema si presenti, ma prevenire ogni giorno attraverso scelte consapevoli.

Fondamenta di un Buon Stile di Vita

Alimentazione: privilegiare cibi ricchi di antiossidanti e poveri di zuccheri e grassi ossidati.

Attività fisica: muoversi regolarmente per mantenere il metabolismo e la circolazione efficienti.

Sonno: assicurare un riposo di qualità, essenziale per la rigenerazione cellulare.

Allo stesso tempo, è cruciale ridurre ciò che accelera l’invecchiamento, come il fumo, l’eccesso di alcol, la sedentarietà e le abitudini che incrementano lo stress biologico. Per alcune persone, in particolare dopo i 40-50 anni, potrebbe essere utile un supporto mirato con formule antiossidanti avanzate, come la Formula antietà liposomiale di SuperSmart, che aiuta l’organismo a contrastare in modo più efficace lo stress ossidativo responsabile dell’invecchiamento precoce. Comprendere e monitorare questi aspetti significa proteggere la propria salute oggi… per viverla meglio domani.

IPERTENSIONE ARTERIOSA

L’instabilità della pressione arteriosa, che con il passare degli anni progressivamente ad aumentare, è uno dei segnali più frequenti che il nostro organismo ci invia verso la strada della “nostra seconda primavera” tra i 40 e i 60 anni.

Le cause sono molteplici e includono un progresso calo di importanti sistemi antiossidanti interni, come il Coenzima Q10, la cui produzione naturale diminuisce con l’età. Per questo, ai primi segni di oscillazione pressoria, può essere utile valutare la sua integrazione. Un altro elemento fondamentale è il nostro “mezzo interno” — come lo definiva Claude Bernard — ovvero la componente idrica del corpo. Con l’età questa quota tende a ridursi, rendendo l’organismo più sensibile ai cibi ricchi di sale e a quelli con elevato contenuto proteico animale. Limitare il sale, gli alimenti ipertonici e i prodotti animali di terra aiuta a mantenere stabile il volume dei liquidi corporei e, di conseguenza, la pressione arteriosa. Anche alcol e fumo dovrebbero essere ridotti o eliminati. Un consumo eccessivo di sale favorisce la ritenzione idrica e aumenta il flusso sanguino. Se, contemporaneamente, il “mezzo interno” si riduce, questo surplus si traduce graduale in un aumento della pressione. Il risultato è un cuore costretto a lavorare di più, spesso accompagnato da un aumento dei battiti. Mantenere un’alimentazione adeguata permette non solo di stabilizzare i valori pressori, ma anche di supportare l’efficacia della terapia farmacologica, che da sola non riesce sempre a “spegnere il fuoco sotto la cenere”. Lo dimostrano le complicanze, come ictus, insufficienza renale, scompenso cardiaco legate allo stato ipertensivo. Da qui l’importanza di ridurre drasticamente i cibi ipertonici, soprattutto i prodotti animali di terra e i loro derivati, che generano radicali liberi riducendo ulteriormente il “mezzo interno” aumentando il lavoro del cuore e della circolazione.

Nel 1998, LOUIS IGNARRO vinse il Premio Nobel per la medicina per la sua scoperta dell’Ossido Nitrico e i suoi benefici effetti sull’organismo umano in particolare sul sistema cardiovascolare.

L’Ossido Nitrico o Monossido di Azoto (NO) è una molecola gassosa rilasciata dal corpo per il controllo del rilasciamento e della contrazione della muscolatura liscia dei vasi sanguigni.

La dilatazione del lume vasale permette al sangue di scorrere più liberamente; in caso contrario quando tale molecola viene a mancare la muscolatura si contrae fino a determinare un ridotto flusso di sangue con conseguente sofferenza dell’organo interessato fino alla necrosi (infarto cardiaco, intestinale, cerebrale, cc.).

Sfortunatamente, la produzione di ossido nitrico diminuisce con l’avanzare dell’età. Stessa cosa dicasi per il tessuto collagene (-> approfondisci).

L’Ossido di Azoto consente di mantenere una stabile pressione arteriosa e la sua carenza è responsabile di lesioni cardiovascolari quali ipertensione, infarto, ecc., frequenti a manifestarsi in età avanzata. La sua integrazione è vitale per la prevenzione degli accidenti vascolari. Ma non solo.

L’Ossido Nitrico è attivo anche nei polmoni: il rilassamento della muscolatura liscia permette ai polmoni e alveoli polmonari una migliore e più importante irrigazione di ossigeno.

L’Ossido Nitrico è anche uno stimolante sessuale naturale.
La combinazione di due importanti aminoacidi, di L-arginina-L-citrullina, aumenta il tasso di NO.

La somministrazione combinata di entrambe le sostanze migliora non solo la funzione cardiaca ma migliora anche le risposte del sistema immunitario per una maggiore resistenza contro i germi e i virus, potenziando direttamente l’attività e la produzione di linfociti, che consente all’Ossido Nitrico di stimolare le cellule immunitarie “Natural Killer”​contro alcune forme di batteri.

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