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PASTA

La conoscenza del cibo

PASTA

L’IMPORTANZA DELLA CONOSCENZA DEL CIBO SENZA SACRIFICARE IL PROPRIO GUSTO PER RAGGIUNGERE IL PROPRIO BENESSERE PSICO-FISICO PER NON ESSERE DIPENDENTI DAI FARMACI E DAL CIBO

PROF. RENATO DE MAGISTRIS

La pasta è fonte di carboidrati. Se integrale, cotta al dente e condita con un sugo a base di verdure presenta un minor incremento della glicemia a seguito del suo consumo.

Storia e produzione della pasta

La pasta è sicuramente l’alimento che identifica il nostro paese in tutto il mondo. L’Italia oltre ad essere il primo paese produttore ne è anche quello in cui il consumo è più alto, inteso come kg pro capite. Dalla pasta secca alla pasta fresca sono numerosi i diversi formati che si possono trovare al supermercato. Il minimo comune denominatore delle numerose tipologie di pasta secca è la ricetta, gli ingredienti sono solo due: semola (farina di grano duro) e acqua. Mentre nella pasta fresca, generalmente la semola è sostituita con la farina di grano tenero (farina di frumento), più facile da modellare. Inoltre in alternativa o insieme all’acqua, viene aggiunto l’uovo che rendere ancora più morbido e maneggevole l’impasto.

Aspetti nutrizionali della pasta

La pasta è fonte di carboidrati, secondariamente di proteine. La percentuale di grassi varia in funzione della tipologia. Ricca di fibra, vitamine e minerali se consumata nella versione integrale. Una porzione di pasta di semola integrale copre più di un terzo della quantità di fibra consigliata.

Rappresentando uno dei principali pasti della dieta di tutti i giorni è necessario porre alcune accortezze sia nella scelta del prodotto sia nella cottura e nella preparazione. Nei supermercati italiani intere corsie sono dedicate alla pasta e tra le tantissime tipologie sarebbe meglio prediligere la versione integrale. Il suo consumo contribuisce ad aumentare l’apporto di fibra che determina un aumento meno repentino dei livelli di glucosio nel sangue, promuovendo di conseguenza il mantenimento del corretto peso corporeo e riducendo il rischio di malattie croniche degenerative, tra cui il diabete.

Scienza degli alimenti

Anche la tipologia e la cottura della pasta possono avere un impatto minore sull’indice glicemico. Tra i formati, gli spaghetti favoriscono un innalzamento più lento dei livelli di glicemiaancor più se integrali. Quando al dente, l’amido presente nel pasto non viene completamente gelatinizzato e resta in parte non digeribile. Conseguentemente, l’assorbimento di glucosio a livello intestinale avverrà più lentamente.

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